[vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Le onde d’urto sono un’onda acustica di breve durata ed alta intensità. Esistono due tipi di onde d’urto, le focali e le radiali. Le focali sono molto potenti e, come dice il nome stesso, quando penetrano nel nostro corpo si dirigono verso un punto chiamato fuoco. Le radiali sono meno potenti e penetrano senza indirizzarsi in un punto, ma si diffondono radialmente nei tessuti.

Nelle patologie muscolo-scheletriche, i campi di applicazione sono i medesimi, ed esistono numerosi studi che affermano che i risultati sono simili, nonostante la grande differenza di potenza

Le onde d’urto radiali le utilizziamo per il trattamento delle patologie tendinee (tendinopatia della cuffia dei rotatori, tendinopatia achillea, tendinopatia rotulea, epicondilite, fascite plantare e calcificazioni), per le patologie muscolari, come trigger point e contratture e per le patologie ossee, come ritardi di consolidazione ed edema della spongiosa.

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Ma come agiscono le onde d’urto?

Una volta che l’onda penetra all’interno del nostro organismo, causa una serie di reazioni biologiche, che aumentano l’afflusso di sostanze nutritive e favoriscono la guarigione del tessuto bersaglio. Un mito da sfatare è che le onde d’urto rompono le calcificazioni,cosa assolutamente falsa. Semplicemente le reazioni indotte dall’onda ne favoriscono il riassorbimento.

Quanti trattamenti sono necessari?

Di solito si parte da un minimo di 3 ad un massimo di 5, con cadenza settimanale o bisettimanale, a seconda della patologia.

Ricordate di rivolgervi sempre a personale esperto e a fisioterapisti iscritti all’albo.

Claudio Brandi

Fisioterapia-Firenze-Lucca[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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