Gli infortuni muscolari sono eventi traumatici molto frequenti. Possono capitare sia durante lo svolgimento della vita di tutti i giorni, sia durante lo svolgimento di una qualsiasi attività sportiva.
Gli infortuni muscolari sono la principale causa di assenza agli allenamenti e alle gare, sia per gli sportivi amatori, sia per i professionisti.
Vengono commessi numerosi errori nella gestione di questi infortuni, infatti non è molto chiara, anche per molti operatori delle settore, quale deve essere la giusta strada da seguire quando ci si trova di fronte ad un infortunio del genere.
Di certo sappiamo che, più si va avanti con l’età, più questi eventi sono frequenti. Sopra i 40 anni è molto più frequente incorrere in un infortunio muscolare.
Non ci sono differenze nell’incidenza tra uomini e donne.
CLASSIFICAZIONE
Gli infortuni muscolari possono essere causati da un trauma diretto o da un trauma indiretto
Nell’infortunio da trauma diretto, la forza viene applicata dall’esterno e agisce sul muscolo schiacciandolo contro i piani più profondi. Il danno che ne consegue è variabile in funzione di diversi fattori, tra cui la violenza del trauma e lo stato di contrazione, al momento del trauma, del muscolo colpito.
Negli infortuni da trauma indiretto, manca l’evento traumatico esterno. Semplicemente durante una contrazione eccentrica (il muscolo si contrae ma si allunga nello stesso momento) si ha la rottura del tessuto muscolare.
Gli infortuni muscolari da trauma diretto sono divisi in :
Contusione, che può essere lieve, moderata o severa. In questi casi bisogna valutare il grado di impotenza a carico dell’articolazione corrispondente. Bisogna aspettare sempre 24 ore per la valutazione, perché il dolore legato al trauma spesso può trarre in inganno. In questi traumi spesso si crea ematoma nella zona dell’impatto, più grande sarà l’ematoma, maggiore sarà l’impotenza e maggiori saranno i tempi di recupero
Lacerazione, causata per esempio da un taglio molto profondo, tale da andare ad intaccare la struttura del muscolo. In questi casi è necessario l’intervento di un chirurgo
Gli infortuni muscolari da trauma indiretto sono suddivisi in infortuni non strutturali e strutturali.
Negli infortuni non strutturali rientrano ad esempio i DOMS, che sono i dolori che abbiamo dopo l’allenamento intenso, quei dolori che volgarmente vengono definiti “acido lattico”, altro non sono che delle micro-lesioni a livello muscolare.
Quelli strutturali sono divisi in 3 sottocategorie:
Lesione parziale minore, lesione parziale moderata e lesione subtotale o totale.
Ovviamente le lesioni strutturali sono le più problematiche per uno sportivo, in quanto necessitano di cure ed attenzione. I sintomi sono chiari, di solito la persona è costretta ad interrompere improvvisamente l’attività, ed ha una sensazione di puntura improvvisa o dolore lancinante, a seconda della gravità della lesione, ed è impossibilitato a continuare l’attività.
Nelle lesioni parziali di grado moderato abbiamo formazione di ematoma e il danno strutturale è palpabile dal fisioterapista. Nelle lesioni subtotali o totali il dolore è fortissimo, se all’arto inferiore, causa la caduta dell’atleta, si ha formazione di ematoma e impotenza funzionale molto marcata.
DIAGNOSI
La diagnosi è in parte clinica, con la descrizione dell’evento traumatico, l’eventuale dolore alla palpazione,il dolore durante i test muscolari e l’eventuale presenza di ematomi. E poi strumentale, con l’ausilio dell’ecografia, che è lo strumento migliore per classificare un infortunio muscolare, in quanto un bravo ecografista sarà un grado di misurare perfettamente l’entità del danno. La Risonanza magnetica non è lo strumento migliore per classificare un infortunio muscolare in quanto non si riesce a distinguere l’entità del danno muscolare dall’entità dell’edema/ematoma, sovrastimando quindi la gravità dell’infortunio.
CURA
Inizialmente la prima cosa da fare è adottare il protocollo P.OL.I.C.E., che è l’acronimo di Protezione, carico ottimale,ghiaccio,compressione ed elevazione. Questo vuol dire che bisogna comprimere la parte con un bendaggio, in modo da non avere stravasi troppo grandi, che porteranno poi a formazioni di cicatrici poco funzionali.
E’ necessario caricare quanto si riesce,se l’infortunio è molto grave potrebbe rendersi indispensabile l’utilizzo di bastoni per scaricare il peso. Molto importante il ghiaccio, mai applicare il calore, il calore con la vasodilatazione favorisce l’eccesso di edema. Bisogna tenere l’arto elevato ed è necessario riposare e non sottoporre l’area lesionata stimoli dannosi.
Passata la fase acuta bisogna rivolgersi ad un fisioterapista, che, a seconda della zona e della gravità dell’infortunio vi guiderà verso la guarigione.Il ruolo del fisioterapista è fondamentale, in quanto il vero problema di questi infortuni è che possono facilmente recidivare o dare delle complicanze, se non affrontati nel modo giusto. Infatti si possono creare delle fibrosi nella zona della lesione, che sono delle aree poco elastiche che possono causare delle future lesioni, o nella stessa zona o nei dintorni. Il trattamento è fatto quasi sempre di esercizi attivi volti a migliorare la forza e a velocizzare la guarigione. Niente illusioni però, per guarire è necessario il rispetto dei tempi, non esiste nessuna cura miracolosa, nessun ritorno in campo immediato.
Ricordate sempre di rivolgervi ad un fisioterapista laureato ed iscritto all’albo.
